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Chiara Piccolo

Natura & Artificio

Natura & Artificio

2020

Tecnica Mista con elementi assemblati

cm 23x23

 

Il confine concettuale fra natura e artificio ha da sempre accompagnato la riflessione dell’uomo.
È possibile scindere nell’uomo in modo netto i due poli del naturale e dell’artificiale? Pensare l’umano senza la sua dimensione artificiale?
H. Plessner ci insegna come nell’uomo l’artificio sia il nome della naturalità.
La Natura in assenza dell’Artificio umano sarebbe in disequilibrio e viceversa.
Opposti complementari che si alimentano a vicenda, indissolubili ed essenziali per l’armonia del Cosmo.

Testo a supporto dell’opera ‘Natura & Artificio’

Il confine concettuale fra natura e artificio ha da sempre accompagnato la riflessione dell’uomo.

È possibile scindere nell’uomo in modo netto i due poli del naturale e dell’artificiale? È davvero possibile pensare l’umano senza la sua dimensione artificiale?

L'accostamento dei due termini Natura & Artificio vuole significare il rapporto tra la realtà che non è prodotta dall'uomo e tutto ciò che egli trasforma in oggetti, ciò che non è frutto diretto della natura.

È facile riconoscere la presenza di molteplici relazioni tra uomo e ambiente, meno ovvie però ci appaiono le tipologie e la direzione degli scambi che avvengono fra essi.

Le interazioni che qui interessano sono quelle che orientano, condizionano o modificano le corrispondenti dinamiche evolutive. L’uomo è l’unico essere vivente che non si limita a vivere nel mondo, ma che costruisce strumenti per modificarlo.

Secondo Plessner, filosofo e sociologo tedesco, l’uomo è naturalmente artificiale e questa viene da lui giudicata come la prima legge antropologica fondamentale. L’artificio tecnico, in questa prospettiva, è il modo attraverso cui l’azione dell’uomo risponde alla sua natura e non è affatto il modo attraverso cui egli si allontana da essa: «Soltanto perché l’uomo è per metà natura e sta oltre se stesso, l’artificialità costituisce il mezzo attraverso il quale mettersi in equilibrio con il mondo». In base a queste parole si potrebbe dire che nell’uomo l’artificio è il nome della naturalità.

Due principi primordiali che spiegano l’origine dell’universo e tutti i fenomeni naturali e dell’animo umano, sono lo Yin e lo Yang. Forze opposte complementari che dipendono l'una dall'altra ed interagiscono con gli elementi naturali in continua evoluzione e mutamento. Rappresentano il simbolo della dualità della Terra. Essi possono essere distinti l’uno dall’altro ma non separabili e nessun elemento dell’Universo può essere solo completamente Yin o solo completamente Yang, poiché ognuno dei due elementi contiene il seme del proprio opposto.

 

Partendo da questi concetti ho deciso di associare al simbolo del Tao gli elementi della Natura e dell’Artificio.

La Natura, associata al versante luminoso dello Yang, e l’Artificio, associato al versante oscuro dello Yin, rientrano perfettamente nella concezione metafisica del Feng Shui.

Proprio come lo Yin e lo Yang, l’Artificio e la Natura rappresentano una coppia indissolubile. Al suo massimo, lo yin contiene già in sé il seme dello yang nascente e viceversa, rappresentati rispettivamente dalla vite metallica e dalla rosetta di pianta grassa. Entrambi si alimentano a vicenda bilanciando i flussi energetici che regolano l’armonia del Cosmo.

La Natura incontaminata in assenza dell’Artificio dell’uomo sarebbe in totale disequilibrio, esattamente come l’Artificio in assenza della Natura.

L’artificialità dell’uomo non è uno strumento di allontanamento dall’ambiente  naturale ma è il modo attraverso cui quest’essere vivente vive il proprio ambiente. Solo attraverso la convivenza armonica di Natura e Artificio si riuscirà a porre fine alle questioni ambientali che, oggi più che mai, stanno alterando la stabilità del nostro amato pianeta.

 

Fonti:

Naturalezza dell’artificiale. Ambientalismo e antropologia filosofica di Cristian Fuschetto

https://cultura.biografieonline.it/yin-e-yang-significato/

Chiara Piccolo

Biografia

Nata a Messina nel 2001, studia e vive a Milano. Diplomata in scenografia attualmente frequenta il
corso di Valorizzazione e Comunicazione del Patrimonio Culturale presso l’Accademia di Belle Arti di
Brera. Parallelamente compie esperienze legate al teatro, alla fotografia, alla creazione di oggetti di artigianato artistico e ad attività letterarie ottenendo pubblicazioni. [...] Vincitrice di numerosi concorsi tra cui il primo premio per la categoria arti visive presso la Triennale di Milano in collaborazione con Amici della Triennale e Michelangelo Pistoletto.